Gispes
Gruppo italiano di studio permanente sulla sterilità di coppia e la poliabortività
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In letteratura è dimostrato come non ci sia una differenza di carcinomi invasivi ai controlli successivi in caso di L-SIL trattato o meno. Tali lesioni, indipendentemente o meno dalla presenza del virus HPV ad alto o medio rischio, regrediscono nella maggior parte dei casi spontaneamente in pochi anni soprattutto in donne giovani. Al di sotto dei 35 anni è preferenzialmente indicato solo il controllo; al di sopra dei 35 anni preferenzialmente il trattamento in caso, soprattutto, di lesioni persistenti; di lesioni colposcopiche ampie, ed, in ogni caso, di prevista bassa aderenza della paziente ai controlli successivi.
In questi casi, si può riconoscere un eventuale carcinoma microinvasivo in circa il 6-12% dei casi o francamente invasivo nel 2% dei casi.
In presenza di margini negativi, in età fertile, il trattamento conservativo può essere considerato definitivo dopo consenso informato; in queste condizioni la presenza di apice o margine positivo per AIS richiede una ulteriore conizzazione; in donne che hanno finito il percorso riproduttivo e in menopausa il trattamento di elezione dell'AIS è, allo stato attuale delle conoscenze, perferenzialmente l'isterectomia (asportazione dell'utero), per la scarsa affidabilità del controllo a distanza.
La diagnosi di carcinoma microinvasivo può essere posta solo sul pezzo istologico di conizzazione (o di isterectomia) e non può essere formulata su biopsie. In caso di diagnosi di carcinoma microinvasivo, occorre riferire la paziente all'oncologo per ulteriore valutazione.