Gispes
Gruppo italiano di studio permanente sulla sterilità di coppia e la poliabortività

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Infertilità di coppia

La diagnosi

Verifica se ovuli correttamente

Anovulatorietà o ridotta frequenza ovulatoria (oligo-ovulatorietà) sono cause di infertilità femminile nel 21% dei casi

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i disordini ovulatori si classificano come di origine ipotalamica (amenorrea ipotalamica o ipogonadismo ipogonadotropo), di origine ipofisaria (disfunzione nella produzione delle gonadotropine FSH e LH, come la sindrome dell'ovaio policistico) o di origine ovarica (difetto ovario primitivo, come la POF, premature ovarian failure). 

L'ovulazione è un processo complesso che viene regolato da sottili meccanismi ormonali mediati da organi quali l'ipotalamo, che si trova nel cervello, l'ipofisi che si trova alla base del cervello, e l'ovaio che si trova nella pelvi femminile. 

L'ipotalamo registra le sottili variazioni ormonali, soprattutto di estrogeni e progesterone circolanti nel sangue, e di conseguenza stimola la secrezione di un fattore di rilascio di gonadotropine (GnRH) che stimola l'ipofisi a secernere l'ormone follicolo stimolante (FSH)

L'FSH è il principale stimolatore dell'ovaio il quale, in conseguenza di questo stimolo, produce estrogeni in grado di stimolare la mucosa che riveste internamente l'utero, l'endometrio, a crescere e prepararsi ad accogliere l'embrione. 

Il GnRH stimola anche la produzione di ormone luteinizzante, l'LH, il quale provvede a indurre l'ovulazione cioè il rilascio dell'ovocita dall'ovaio nella tuba. 

In seguito all'ovulazione, il follicolo che conteneva l'ovocita rimane come corpo luteo, il quale è una struttura cistica dell'ovaio, che sosterrà la gravidanza per le prime settimane, producendo progesterone. Il corpo luteo viene sostenuto dall'embrione, attraverso la produzione di ormoni: se la fecondazione non avviene, il corpo luteo non produrrà ormoni per sostenere l'endometrio, che quindi di conseguenza verrà rilasciato al di fuori dell'utero misto a sangue (mestruazione). 

Mediamente, se una donna mestrua regolarmente ad un corretto intervallo, tende ad ovulare correttamente. Cicli mestruali regolari, nel range di 26-36 giorni, sono usualmente indicativi di ovulazione

Test ormonali effettuati nella seconda parte del ciclo misurano il progesterone circa 10 giorni dopo la presunta ovulazione: se il progesterone ha un valore elevato (almeno 16-28 nmol/L), questo è un segnale di avvenuta ovulazione. 

Ognuno di questi sottili passaggi può essere alterato, in ogni suo punto, producendo un'assente ovulazione che se cronica porta all'anovulatorietà.