Gispes
Gruppo italiano di studio permanente sulla sterilità di coppia e la poliabortività

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Poliabortività

La terapia

In caso di accertata trombofilia, il trattamento con aspirina a basse dosi e eparine si è diffuso notevolmente anche a livello dell’ostetrico di base. Secondo un recente studio, il trattamento con aspirina ed eparina a basso peso molecolare può ridurre l’occorrenza di un ulteriore aborto del 35- 54% (Empson et al., 2005).

Il progesterone somministrato per varie vie può essere utile, ma gli studi che supportano il suo uso nella poliabortività sono molto vecchi. L’utilizzo di progesterone in gravidanza si può associare ad ipospadia nel feto maschio.

L’uso di farmaci agenti sul sistema immunitario (immunoglobuline, cortisonici etc.) non mostra benefici ben documentati, e l’uso di questi farmaci è legato a notevoli effetti collaterali.

La presenza di anomalie dei cromosomi in uno o entrambi i genitori può trovare una soluzione nella fecondazione in vitro con diagnosi sugli embrioni prima dell’impianto: ciò consente di “selezionare” gli embrioni che appaiono bilanciati sul piano cromosomico e trasferire solo quelli “normali”. La metodica è vietata in Italia e, applicata alla poliabortività, non ancora validata.

La presenza di difetti uterini o corpi estranei a livello della cavità uterina può essere diagnosticato con l’isteroscopia e corretto con l’isteroscopia operativa, in anestesia.